Tecnici Meccatronici al traguardo

5 sedi. 103 studenti. 103 super tecnici meccatronici pronti per affrontare le sfide del mercato 4.0. Tutti promossi, infatti, i 103 nuovi TECNICI SUPERIORI dell’ITS Academy Meccatronico Veneto, sedi di Vicenza, Schio, Legnago, Padova e Treviso. E’ questo il risultato finale degli esami che ha visto protagonisti nei giorni scorsi i ragazzi che nel biennio formativo 2016-18 hanno seguito i corsi di Tecnico Superiore per l’Innovazione di Processi e Prodotti Meccanici e di Tecnico Superiore per l’Automazione ed i Sistemi Meccatronici e a cui vanno le nostre congratulazioni! Si sono impegnati per 2000 ore totali in un mix vincente tra formazione in aula e in laboratorio e quindi Alternanza Scuola Lavoro in azienda. Ed è proprio nell’ambito lavorativo che gli studenti hanno potuto toccare con mano cosa significa operare in un contesto aziendale, con dinamiche e relazioni strutturate e mettersi così in gioco applicando quanto appreso.

Soft skills: competenza preziosa

E se le competenze tecniche acquisite rappresentano il cuore del percorso formativo, non meno importanti per le imprese sono le soft skills che i ragazzi apprendono nella formazione ITS: parliamo della la capacità di lavorare in squadra, di realizzare progetti in teamworking, di sapersi rapportare e relazionare nella propria lingua madre e in lingua inglese in azienda e, per coloro che hanno partecipato ad un programma ERASMUS+, anche in contesti internazionali.

Cosa cerca il mercato

Il Rapporto annuale Excelsior, elaborato da Unioncamere e Anpal, parla chiaro su quali siano i profili richiesti e, come afferma il direttore del nostro ITS Meccatronico Veneto Giorgio Spanevello a commento di tali dati,Ci troviamo di fronte a un sistema che sempre di più vede la necessità di formare professionalità di livello medio-alto (oltre il 70%) con una netta diminuzione di personale non qualificato o con qualifiche di basso livello. L’introduzione di nuove tecnologie legate a Industry 4.0 porterà nel futuro prossimo a una sempre maggiore richiesta di competenze che rischia di rimanere inevasa, mentre risulta problematico a livello sociale il collocamento di larghe fasce di popolazione non dotata della formazione richiesta”.

Su questo fronte interessanti sono i dati sulle assunzioni delle imprese:  se si considerano i livelli di assunzione, le cosiddette High Skills (Dirigenti, specialisti, tecnici superiori) queste assorbono il 36%, le medium skills (impiegati, commerciali) il 35% e le low skills (operai specializzati, conduttori di impianti, non qualificati) circa il 29%. Un dato, quello delle High skills, che conferma quello dell’occupabilità dei nostri diplomati che si attesta al 99%.