Evoluzione tecnologica digitale e implicazioni per il mondo del lavoro

Tema complesso al centro della prima giornata di CI.TE.MO.S. Festival di quattro giorni (dal 6 al 9 ottobre) dedicati al futuro “sostenibile”promosso da Confartigianato Imprese Vicenza. È stata anche occasione per inaugurare l’anno accademico del nostro ITS Meccatronico Veneto e dell’ITS LAST. A riempire il bellissimo spazio del salone della Basilica Palladiana dedicato all’evento le riconoscibilissime magliette rosse degli studenti del 1° anno della sede di Vicenza dell’ITS Meccatronico Veneto che hanno seguito live il dibattito mentre i compagni, come il pubblico, ha seguito in streaming.

Dopo il saluto del sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, e l’augurio di buon lavoro del presidente nazionale di Confartigianato Imprese, Giorgio Merletti, l’apertura dei lavori da parte del presidente di Confartigianato Vicenza Agostino Bonomo. Il dibattito, tra tecnologie sostenibili possibili, ambiti di applicazione e implicazioni per la filiera produttiva, è stato moderato da Massimo Sideri editorialista de Il Corriere della Sera e direttore di Corriere Innovazione.
Con Lorenzo De Michieli, Direttore Rehab Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia i ragazzi  ITS in platea sono potuti entrare nel mondo della robotica “umanoide” sviluppata soprattutto come ausilio nell’ambito sanitario e della riabilitazione, ma con prospettive di applicazione anche all’interno del mondo produttivo in particolar modo per svolgere i lavori “usuranti” e ripetitivi.

 

Impossibilitato ad intervenire il Ministro ha inviato un lungo messaggio audio a Confartigianato e alla platea di apertura di CI.TE.MO.S.:

“Sarà essenziale anche concentrarci sullo sviluppo delle città intelligenti e sostenibili dove l’utilizzo della tecnologia è già la leva in grado di avviare e condurre nuovi modelli di organizzazione per i trasferimenti di persone e merci. (…) Per questo ritengo che iniziative come CI.TE.MO.S. che coinvolgeranno tutti i portatori di interessi di questo comparto, siano essenziali e propedeutici a disegnare gli scenari del futuro dove sia possibile la piena sostenibilità: ambientale, sociale ed economica. Occorre lo sforzo congiunto di istituzioni, imprese, corpi intermedi, cittadini e soprattutto dei giovani qui presenti cui abbiamo il dovere di lasciare il miglior mondo possibile”.

Stefano Patuanelli

Ministro allo Sviluppo Economico

Quali i lavori del futuro a fronte di una tecnologia in forte accelerazione?

Se, come ha dimostrato De Michieli, le tecnologie e le macchine cambiano di fatto la tipologia del lavoro, la domanda è d’obbligo per capire come i giovani devono attrezzarsi per affrontare il mondi del lavoro che verrà. Da qui il dibattito con Giorgio Spanevello, direttore ITS Meccatronico Veneto e Laura Speri, Direttrice ITS LAST Logistica Ambiente Sostenibilità Trasporto. La direttrice Speri ha illustrato le specificità della formazione ITS che consente ai diplomati di entrare in azienda con percentuali medie, in Veneto, del 90% grazie anche all’ascolto e all’incontro tra “necessità di job description delle imprese da un lato e dei desiderata dei ragazzi dell’altro, colmando, con il 5° livello EQF del suo diploma, un’esigenza formativa del nostro paese” “Certe competenze – ha aggiunto – saranno date sempre più per scontate, da quelle digitali alla conoscenza delle lingue. Altre però vanno recuperate, pensiamo a tutte quelle ‘competenze trasversali’ e di relazione che, per lavorare bene e con gli altri, sono altrettanto importanti”.

ITS, ponte formativo

“Gli ITS sono qui oggi a questo Festival perchè sono strettamente legati al tema della tecnologia di cui si sta discutendo. Essi rappresentano, infatti, una sorta di ponte tra diploma e mondo del lavoro – ha spiegato Giorgio Spanevello -; si tratta di realtà che rispondono ad un bisogno formativo in tema di competenze in ambito tecnologico che non sempre può essere soddisfatto nelle scuole superiori e nelle università.  Il passaggio scuola-azienda è fondamentale e negli ITS questa relazione è forte e alla base di tutta la formazione che non si sovrappone a quella universitaria ma mette i ragazzi, in due anni di formazione, nelle condizioni di entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale, essendo già inseriti in azienda grazie al tirocinio formativo e potendo quindi disporre di quella cassetta degli attrezzi che consente loro di raggiungere posizioni di tecnico applicativo molto richieste in azienda 4.0″.

La palestra del teamworking e dell’Erasmus+

“Attraverso l’esperienza internazionale dell’Erasmus – ha continuato Giorgio Spanevello – i ragazzi imparano a destreggiarsi in un contesto lavorativo estero, sviluppando competenze professionali specifiche e soprattutto una capacità di relazione interculturale che viene poi trasferita nelle realtà lavorative con cui il ragazzo si confronterà una volta a casa. Con il teamworking i ragazzi imparano a mettere le mani in pasta, a gestire un budget e ad arrivare, in autonomia, ad un risultato progettuale. E quando questo succede, quando un ragazzo capisce che le sue competenze gli consentono di arrivare ad un risultato concreto l’obiettivo è raggiunto. Quello che dobbiamo fare, quindi, in questi anni in cui la tecnologia corre veloce, è accompagnare la transizione ad un mondo più tecnologico e digitale e non farci guidare. Per questo credo che, più che cercare di fare un elenco di quali saranno i lavori del futuro, tra l’altro difficile visto il ritmo di progressione delle tecnologie, è importante che i ragazzi acquisiscano competenze tecnologiche e trasversali, voglia di fare e che ci sia soprattutto la capacità di far emergere le passioni dei ragazzi. Sono questi gli ingredienti che consentiranno ai ragazzi di prepararsi alle sfide del futuro che la tecnologia porta con sé. Grazie a questi requisiti si può avere una mente aperta e quindi trovare la propria strada”, ha concluso.

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