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ITS e SMACT Competence Center: la sfida alla Digital transformation passa anche per i corsi ITS

Favorire l’incontro tra energie positive e competenze strategiche per facilitare e sostenere la digital transformation di cui il nostro Paese ha bisogno. Una trasformazione che richiede tecnologie, certo, ma anche persone, soprattutto giovani capaci di governarle. Formarsi per I mestieri 4.0 in Veneto può portare lontano. È con questo proposito che è nata la collaborazione tra il nostro ITS Meccatronico Veneto e lo SMACT Competence Center del Triveneto per formare quelle figure in area digital e ICT che non si trovano. Una collaborazione che si avvale di un altro tassello importante rappresentato da Fòrema, società di formazione e consulenza di Assindustria Venetocentro, che ben conosce il bisogno e la richiesta delle aziende di poter disporre di profili con competenze digitali, quelli difficili da trovare per capirci, quelli che le aziende assumerebbero in un batter d’occhio… se soltanto li trovassero.

Ne parliamo con Matteo Faggin, Direttore Generale di SMACT che dall’osservatorio privilegiato del competence Center registra la realtà del mismatch di competenze per guidare il percorso di trasformazione.

Qual è la ricetta per colmare questo mismatch?

Partiamo da un dato di fatto: sia gli umori sia le ricerche, e quindi i dati, ci confermano una realtà molto chiara. Ciò che manca quando parliamo di investimenti nella digitalizzazione delle imprese, paradossalmente, non sono né i capitali né le tecnologie, ma sono le competenze ovvero quelle persone che in azienda si fanno carico dell’inserimento di un nuovo modo di lavorare e si adoperano per integrare le tecnologie nelle attività aziendali quotidiane. Questo può passare solo esclusivamente attraverso una maturazione delle competenze in area digital dei dipendenti delle aziende.

“Serve un reskill complessivo e interno alle aziende”

Perché non può essere il consulente, né il ricercatore che attiva un progetto per poi trasferirlo all’azienda a farsi carico di un cambiamento così profondo. Il cambiamento deve coinvolgere le risorse interne attraverso un reskill complessivo e attraverso nuove assunzioni di persone formate. A tutti i livelli. Laureati da un lato ma anche Tecnici Superiori. Tutti devono e possono concorrere a questa trasformazione.

Il mercato richiede queste figure e questo ci porta al tema della formazione. Ma quali sono le competenze richieste?

Questo è un aspetto fondamentale perché se è vero che i giovani sono nativi digitali e sanno maneggiare le tecnologie con una competenza estrema è pur vero che in azienda i temi, come pure le applicazioni, sono diversi, ed è qui che subentrano e si richiedono competenze specifiche. Non è sufficiente saper usare una app o maneggiare con dimestichezza un software. Bisogna sapersi confrontare con le tecnologie presenti in azienda. Ma servono anche spirito critico e capacità di analisi. Se i ragazzi abbinano queste qualità sicuramente soft con la competenza tecnica specifica non avranno nessun problema a trovare lavoro.

Ed è qui che entra in gioco la formazione duale dell’ITS…

Certo, essa risulta fondamentale perché In questo momento storico è un tassello strategico per guidare questa propensione dei giovani e rispondere al contempo alle richieste delle aziende.  Ed è un’opportunità unica di crescita e di carriera per i giovani, appassionati di tecnologia, che devono capire che non sempre la laurea è la risposta al loro bisogno di formazione e alle necessità attuali delle aziende. E la loro crescita può essere veramente guidata dalla passione e dalla voglia di mettersi in gioco in un percorso come l’ITS.  Un percorso che abbinando la formazione teorica a quella pratica ha un valore enorme oggi. Lo testimonia il feedback positivo delle aziende disposte ad accogliere in tirocinio i ragazzi del corso in Cyber Security: a fronte di una ventina di studenti ben oltre 30 aziende hanno dato la loro disponibilità.

Integrare ITS e Università, un passaggio strategico e culturale

Per quelli poi che desiderano proseguire la formazione ad un livello ulteriore è sicuramente positivo avere integrato il riconoscimento dei due anni per il passaggio all’università. Ciò significa non precludere un percorso universitario e venire incontro al contempo alle percezioni delle famiglie. Saranno pochi questi ragazzi ma non importa era fondamentale superare questa dualità in una logica di collaborazione .

Veniamo ora alle figure professionali: l’anno scorso è partito il primo corso di Cyber security specialist, un profilo trasversale a tutte le realtà. Il dato viaggia ormai in digitale e richiede figure che proteggano questi flussi.

Le aziende più strutturate sicuramente sono più propense a dotarsi di profili interni. Ma in tutti gli altri casi il consulente specializzato in Cyber Security ha ottime prospettive e opportunità. I problemi di hackeraggio sono quotidiani e anche in questo caso trasversali, hanno il potere di bloccare di fatto le aziende. C’è quindi fame di esperti in questo settore. Ciò che va sottolineato e che i ragazzi dovrebbero capire è che si tratta di un lavoro per certi versi divertente e sicuramente creativo e affatto noioso. Per combattere gli hacker bisogna capire come si muovono, come pensano, come si sviluppano le tecniche di attacco e come ci si difende.

Formarsi per I mestieri 4.0 in Veneto

Da quest’anno si avvia anche il corso per formare il Machine learning & data visualization Specialist, figura che sfrutta l’intelligenza artificiale: qui l’analisi dei dati diventa strategica in una logica competitiva.

Senza dubbio. Dobbiamo partire da un dato di fatto ovvero dagli investimenti fatti dalle aziende sulla base degli incentivi fiscali del piano Industria 4.0 per il rinnovo dei macchinari di produzione che dovevano avere la caratteristica di essere anche 4.0 ovvero connessi al sistema aziendale e in dialogo con i gestionali. Ciò significa che queste macchine generano una quantità di dati enorme ma le aziende non sanno come usarli. Ne comprendono il valore ma non sanno farlo emergere. Da qui la necessità di figure che riescano a scoprire questo valore. Si tratta di un percorso che permette a ragazzi e ragazze di capire come trovare il dato, conoscere le tecniche di analisi per trovare i collegamenti tra un dato e l’altro per favore la produttività, ridurre problemi nella produzione o aumentare l’ingaggio con clienti e fornitori.

Se vogliamo fare un esempio concreto questo è ciò che fa Facebook con l’utilizzo spinto di dati di noi utenti…

Certo Facebook lo applica tutti i giorni e queste tecniche di lettura e utilizzo del dato possono essere inserite anche nelle aziende 4.0. Gli stessi imprenditori ormai comprendono questo ed è per questo che è una professione in grandissima ascesa. E anche qui ritorna forte il tema della creatività sia in fase di utilizzo di una tecnica o di un’altra per far emergere il dato sia in fase di visualizzazione. Perché poi alla fine la sintesi grafica è fondamentale e la possiamo considerare una forma di arte funzionale a mettere il manager nelle condizioni di decidere e in questo il Machine learning & data visualization Specialist può fare la differenza. In qualche modo si tratta di un nuovo mestiere 4.0 che trova valore nei dati e che richiede creatività e abilità tecnica.

Un role model per i ragazzi e le ragazze?

Gli esempi di Mark Zuckerberg e di tutti i suoi colleghi della Silicon Valley parlano da soli. Questi sono percorsi che ti permettono di acquisire quegli skills che aprono le porte del mercato per diventare l’imprenditore digitale richiesto oggi.

 

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